domenica 6 luglio 2014

La Valigia di Hectorio Rauchel

ref. n°1- scaffale n°1- Settore E 
 


Una valigia polverosa sotto alcuni scatoloni umidi, in un angolo della stiva,conteneva quello che già tutti si aspettavano, vista la cornice con ritratto e la teca con i resti di un pipistrello vampiro. Era proprio la valigia di un cacciatore di Vampiri Bulgaro, tale Hectorio Rauchel, del 1800. La valigetta contiene una mappa della Transilvania, la parte frontale di un teschio di un vampiro, una boccetta con acqua benedetta, una bibbia e un rosario, un martello ed un punteruolo interamente di frassino.
Una paginetta strappata e scritta a mano, riporta il testo seguente:
I cacciatori di vampiri erano di solito nati di Sabato (e chiamati Sabbatariani, in Bulgaro sâbotnichav) oppure erano la progenie di un vampiro e di una donna (di solito la sua vedova), chiamati dhampir in rumeno o vampirovi? in Serbo; entrambe le caratteristiche davano loro l’innata capacità di individuare i vampiri (ed a volte anche altre entità soprannaturali). In alcune tradizioni l’uccisione di un vampiro poteva essere praticata soltanto da un cacciatore di vampiri”.
 
 
Sembra che il professor De Benedettis credesse fermamente a tutto il lato mitologico del "Vampiro" e dello stesso conte Vlad l'Impalatore. Da alcuni suoi appunti, risultano esserci altre casse contenenti reperti legati a questo mito, anche se ad oggi non sono ancora state catalogate.